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La lampada da tavolo è la declinazione
più materica del sistema luminoso: un
elemento in appoggio in cui struttura e
luce coincidono.
È composta da due moduli: un
elemento strutturale che integra
piede e diffusore, e un elemento a
V rovesciata che definisce la testa
luminosa. Entrambi accolgono,
attraverso un incavo circolare, il
profilo metallico che contiene la
sorgente luminosa, stabilendo una
continuità tra componente tecnica e
forma.
La luce attraversa il marmo del piede,
rendendo percepibile lo spessore e
attivando la materia.
Quando la composizione si estende,
la struttura si riconfigura: i piedi si
possono accostare, generando un
sostegno centrale, quasi un plinto,
attorno a cui si organizza la luce,
oppure distanziare.
Anche da spenta, la lampada si
presenta come una piccola scultura
da tavolo, mantenendo una presenza
autonoma nello spazio.
Il trasformatore è remoto, lasciando
l’oggetto libero da elementi tecnici
visibili.
Finiture
La collezione è presentata attraverso
l’alternanza di Bianco Carrara e Verde
Alpi, che ne evidenzia la struttura
modulare.
L’accostamento dei due materiali
richiama la tradizione lapidea toscana,
reinterpretandone la bicromia in chiave
contemporanea. Il verde Alpi rilegge
il marmo Serpentino, traducendone il
carattere in un linguaggio progettuale
attuale.
Il sistema è configurabile in diverse
varianti materiche, monocrome o
bicrome, in finitura lucida o opaca.
La variazione del materiale modifica
la percezione del ritmo, mantenendo
invariata la logica costruttiva.